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Accusato di maltrattamenti dall’ex moglie, carabiniere scagionato dai figli Primo piano Provincia e Regione 

Accusato di maltrattamenti dall’ex moglie, carabiniere scagionato dai figli

Era stato denunciato più volte per poi finire sotto processo con l’accusa di aver maltrattato la moglie. Una circostanza che aveva spinto la Procura di Nocera Inferiore ad aprire un fascicolo d’indagine e la stazione carabinieri di Fisciano, dove prestava e presta tutt’oggi servizio, un procedimento disciplinare. Due giorni fa il tribunale lo ha assolto. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Anna Allegro. L’imputato, un carabiniere di 50 anni, era assistito e difeso dagli avvocati Roberto Lanzi e Donatella Sica. A scagionarlo più di altro sono stati i suoi due figli.

La sua vicenda giudiziaria ha avuto una durata lunga, circa sette anni. Un periodo nel quale l’uomo si è visto bloccare qualsiasi avanzamento di carriera, in virtù dell’esistenza di un processo penale che aveva fatto scattare anche il procedimento disciplinare da parte dei suoi superiori. L’uomo è stato scagionato da qualsiasi sospetto o accusa proprio grazie alla testimonianza dei suoi figli. Uno, sposato che vive con la sua famiglia, mentre l’altro è tutt’oggi in sua compagnia. Con la conseguenza di aver chiuso, tra l’altro, ogni forma di rapporto con la madre. Quando il pubblico ministero e poi il giudice hanno ascoltato la loro versione, sono stati costretti a registrare ben altre circostanze. «Nostro padre non ci ha mai trattato male, né ha mai assunto comportamenti violenti nei nostri confronti o di nostra madre».

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